Antonio Bonucci

Le condizioni di vita sul nostro Appennino dovevano essere ben misere se la popolazione preferiva affrontare un viaggio fino in America per andare nelle miniere di carbone. E sono tanti, soprattutto da Fanano e Pievepelago che sono partiti per andare nell’Illinois, nelle città intorno alle miniere di Carbon Hill, Carbon City, Wulmington, South Wilmington, Braceville.

La forza lavoro era composta da immigrati e, quando i figli crescevano, anche per loro si apriva solo il sottosuolo. Due zone hanno fornito la maggior parte degli operai nelle miniere Illinois, la provincia di Torino e quella di Modena. I primi chiamarono gli altri. Si formarono così città e i primi ad arrivare furono anche i primi che riuscirono ad emergere. E’ il caso della famiglia Bonucci. Giuseppe Pietro e Antonio Bonucci arrivarono a Carbon Hill nel 1899. Riuscirono a comprare anche una casa in Seventh Street. Nel 1905 Pietro Bonucci decise di prendere moglie, tornò a Fanano e sposò Ernesta Muzzarelli. Poi i due tornarono a Carbon Hill. Peter continuò la vita in miniera fino a quando Benjamin Trotter non chiuse lo”store” di Carbon Hill. Allora Peter ed Ernesta ne aprirono uno loro in Seventh Street, nella proprietà comprata dai fratelli Bonucci. Quando nel 1935 Pietro morè Ernesta continuò a gestire il grande magazzino tuttada sola, fino alla morte avvenuta nel 1956. Pietro ed Ernesta ebbero un figlio, William, che lavorò come pompiere nell’area delle miniere aperte fino al 1968 quando andò in pensione. William, sposato con Frances Hutton, ebbe 4 figli e alcuni dei nipoti vivono ancora a Carbon Hill.

(8 marzo 2001)

 

 

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