Annalisa Signorile - Kosovo
MODENESI NEL MONDO - I FATTI
di Miria Burani
   
Da mesi vive e lavora per la «United Nations Mission in Kosovo». Annalisa Signorile, 33 anni, modenese, è attualmente a Pristina, Dipartimento per lo Sport.
Ci racconta proprio dal Kosovo l'attuale situazione e la sua attività indirizzata verso il coinvolgimento della popolazione e soprattutto dei giovani in attività legate al tempo libero.
«Il Kosovo in questi giorni sta vivendo dei momenti tesissimi - dice Annalisa - qui a Pristina, in realtà, si vive come in un mondo irreale, talmente tanti internazionali ci sono e tante attività sono in piedi. Quindi sono tutti talmente impegnati nei loro affari che quello che succede al confine è... lontano. Pristina è una città brutta, con un miscuglio di architetture da paura e senza un piano regolatore che contribuisca a rendere omogenee le nuove costruzioni. Tutt'altro: qui si costruiscono case in due o tre giorni, una attaccata all'altra, per il solo motivo che gli «internazionali» pagano degli affitti astronomici, quindi se tu hai una casa la puoi affittare ad uno straniero e guadagnare quello che guadagneresti lavorando per un anno in un paio di mesi al massimo.»
«Purtoppo questa è la situazione, economicamente parlando - continua Annalisa Signorile - gli unici dati che ti fanno capire che qualcosa è in fermento arrivano quando, quasi quotidianamente, vengono organizzate manifestazioni davanti al palazzo del Governo dove lavora Hans Haekkerup, il nuovo Capo dell'Unmik. Durante queste manifestazioni qualche migliaio di albanesi si riunisce gridando"Uck, Uck!", ma il tutto si risolve generalmente in modo molto pacifico. Talvolta la UnPolice e la Kfor si imbattono in avvertimenti di bombe piazzate in qualche palazzo vicino a quello del governo, di modo che tutti coloro che vivono nelle vicinanze abbiano il cuore in gola almeno per un'ora, fino a quando la bomba viene smentita o disinnescata. Almeno fino ad ora, però, nessuno è mai stato ferito tra la comunità internazionale. Qualora un avvenimento del genere dovesse accadere, forse sarebbe il momento di evacuare dal Kosovo. Ed è per questo che tutti i «locali» si guardano bene dal provocare incidenti ai danni di qualche internazionale, a parte furti di auto o rapine nelle case».
Annalisa Signorile ci parla poi delle tensioni in Macedonia.
«Quello che realmente succede al confine e in Macedonia - non è di pubblico dominio, ci sono persone che stanno lavorando alacremente dal punto di vista diplomatico per derimere questa diatriba, ma tutto questo sembra essere un processo molto lungo, probabilmente infinito, in cui il confine tra chi ha torto e ragione si fa molto labile e le parti si confondono. Anche noi, da qui, non abbiamo una visione completa degli accadimenti. Il network telematico delle Nazioni Unite ci tiene informati su cosa avviene, ma le notizie importanti arrivano a volte dopo dal telegiornale della Cnn o della Bbc, inutile sperare nella tempestività dei nostri Tg...»
«La nostra esperienza qui ci dice che nessuna delle parti sarà mai consenziente a scendere a reali compromessi. Questi popoli sono abituati alla guerra e non avranno pace finchè non avranno ottenuto quello che vogliono. Cosa irrealizzabile. La Macedonia è riuscita ad ottenere di diventare Repubblica pacificamente, ma le lotte intestine tra le diverse etnie in realtà ci sono sempre state e ora i nodi stanno venendo al pettine. Finchè non ci sarà una parte disposta a cedere queste guerriglie non smetteranno mai».

LA GIOIA PIU' GRANDE
La Maratonina in città

Annalisa è stata l'anima della prima Maratona internazionale di Pristina.
«Dopo tanti stop and go da parte della Kfor e della Polizia delle Nazioni Unite - ci racconta - sono riuscita ad avere il via libera per il primo grande evento sportivo mai organizzato da circa dieci anni a questa parte in Kosovo. E' la prima Maratona Internazionale di Pristina, una cosa impe4nsabile qualche tempo fa. Tre giri della città per un totale di 21 km. E' una mezza maratona alla quale hanno partecipano anche atleti dall'estero. La cosa bella è che io sono stata il coordinatore principale dell'avvenimento».
«Dopo i tira e molla dovuti a problemi di sicurezza, abbiamo avuto il via libera solo alla fine di marzo, quindi la mia personale maratona/sfida è iniziata da diversi giorni. Mi sarebbe piaciuto coinvolgere qualche canale sportivo italiano, per dare risalto, comunque, al fatto che il Kosovo non è solo sede di guerriglia, tensione, odi razziali e luogo di partenza di profughi, ma può essere anche sport, divertimento, pace. Almeno, questo è il nostro intendimento e il mio in primis».
(20 aprile 2001)
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